La ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers) sta discutendo in questi giorni a Parigi la proposta di ampliare il mondo dei domini in modo da rafforzare la loro responsabilità nei confronti dell’intera comunità online.
Introdurre nomi di domini in alfabeto non Romano potrebbe essere il primo concreto passo verso questa riforma. In India ad esempio, più di un milione di persone parla inglese ma più di un miliardo non conosce la lingua.
Altra proposta in discussione sarebbe quella di introdurre un nuova illimitata serie di TLD, come .love o .hate. Una mossa del genere scuoterebbe radicalmente la rete, aprendo un universo infinito, un esperienza avvicinabile più o meno a come ci siamo sentiti quando siamo passati dai nostri 6-7 canali TV nazionali all’universo di quelli satellitari e della digitale terrestre.
Éric Besson, ministro francese per lo sviluppo dell’economia digitale ha affermato:
“L’introduzione di domini in caratteri non unicamente Latini sta diventando tanto un imperativo morale quanto una necessità politica”.
Domanda…
La proposta della ICANN è sicuramente intelligente e sensibile, ma siamo sicuri che da qui, oltre che ai pro non possano anche nascere dei contro, quali potrebbero essere le eventuali complicazioni e conseguenze di una rivoluzione simile?
Lascio a voi le risposte.
Simpatico video della BBC a riguardo qui.








































