Un hacker inglese, accusato di aver infiltrato ben 97 computer appartenenti a NASA e al governo degli Stati Uniti, rischia 60 anni di carcere se l’estradizione avrà luogo.
Al momento è agli arresti in Gran Gretagna.
Tra il 2001 e 2002 Gary McKinnon avrebbe effettuato l’intrusione in dozzine di computer dell’esercito, della marina e dell’ USAF. Più il dipartimento di difesa e 16 computer della NASA.
Il tutto ovviamente senza la minima autorizzazione, cosa che ha imbestialito non poco il governo. Ragion per cui Mr. McKinnon non vuole per nessun motivo essere estradato, difatti se riuscisse ad affrontare il processo in Inghilterra la pena potrebbe essere di un paio d’anni invece di 60 negli USA.
Ma perchè?
Secondo Mr. McKinnon tutto ciò che stava cercando non era altro che evidenza dell’esistenza degli UFO, in maniera da smascherare e rendere pubblico l’argomento con prove alla mano. Argomento che a quanto dice lui non è altro che un gigantesco insabbiamento.
“Stavo agendo nell’interesse pubblico” dice e aggiunge:
“Sono terribilmente dispiaciuto di aver fatto ciò che ho fatto, ma la reazione è stata incredibilmente esagerata […] la mia è stata una crociata morale.”
Estradizione
UFO e Crociata a parte sta di fatto che al momento è accusato dal governo americano di essersi macchiato del più grosso hacking di tutti i tempi.
Da oggi McKinnon avrà 13 giorni per appellarsi alla corte europea dei diritti umani per evitare di essere estradato.
Vi terrò aggiornato su eventuali evoluzioni, nel frattempo vi linko un intervista della BBC.
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